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Sicilia Occidentale: cosa vedere in 3 giorni

Visitare la Sicilia Occidentale in 3 giorni è un tour de force e, come sempre, alla fine di ogni viaggio, ripenso quale sia stata l’esperienza più importante e interessante da raccontare.

Sono state tante le scoperte, le emozioni provate, le persone incontrate e le cose nuove imparate, quello che vi racconto è un riassunto con la sottolineatura di alcuni dei punti più interessanti di questo viaggio.

Un viaggio di lavoro, durante il quale ho potuto dedicare alcune ore alla attività che preferisco: la scoperta di nuove destinazioni turistiche, tradizioni locali, enogastronomia, storie e cultura del luogo visitato.

Sicilia Occidentale cosa vedere – 1° giorno

Sono partito da Bologna con arrivo all’aeroporto di Birgi (provincia di Trapani) e poi in auto destinazione Castelvetrano ma, grazie al mio Ospite, con una piccola deviazione ho scoperto Gibellina, anzi, Gibellina Nuova.
Fondata dopo il terremoto del Belìce del 1968 che distrusse completamente la vecchia Gibellina. È una “New Town” costellata di opere d’arte e installazioni realizzate da famosi architetti, artisti ed intellettuali che le hanno regalate a questa che nasce come città ideale.
Arrivando, sulla statale che collega il paese con l’autostrada, mi accoglie la stella di Pietro Consagra, intitolata “ingresso al Belìce”. Una scultura/installazione in acciaio che si attraversa in senso letterale perché è stata realizzata sulla strada che conduce a Gibellina nuova ed è la prima delle opere d’arte che potrete incontrare e ammirare.
Sono oltre 2000 le opere presenti in questo piccolo paese ed è impossibile nominarle tutte senza dover fare un lungo elenco di nomi di artisti famosi.
Purtroppo per mancanza di tempo non sono riuscito ad andare a visitare la vecchia Gibellina dove l’artista Alberto Burri ha realizzato il famoso “cretto di Gibellina”: una sorta di sarcofago in cui è stata cristallizzata l’impronta della città, le sue vie e lo spazio dei suoi edifici, coprendo tutte le macerie con uno strato di cemento bianco.

Sicilia Occidentale cosa vedere – 2° giorno

Sicilia Occidentale: cosa vedere? Sicuramente Castelvetrano: un piccolo comune famoso per le olive di Nocellara del Belice e per la zona archeologica di Selinunte, ma anche per la bellissima Marinella di Salinunte, una frazione affacciata sul mare distante circa 10 chilometri dal centro di Castelvetrano.
In un pomeriggio assolato sono sceso a Marinella per una visita in solitaria e ho apprezzato il lunghissimo molo che permette di vedere il paese di Marinella come lo vedono i pescatori arrivando dal mare.
Luogo ideale dove rilassarsi e prendersi del tempo per sé stessi, magari gustandosi una bella granita al limone.
Alla sera ci siamo spostati a Mazzara del Vallo, dove ho passeggiato per il lungomare Giuseppe Mazzini e all’altezza della Cattedrale del Santissimo Salvatore, su cui spicca la scultura del Conte Ruggero che sconfigge il saraceno Mokarda, siamo entrati alla Kasbah, il cuore pulsante di questa città, caratterizzato da viuzze strette con un forte richiamo alle medine arabe; centro che una volta era circondato da mura Normanne.
Ho cenato alla Trattoria Kasbah e, fedele al suo nome, anche nella cucina ho trovato una forte influenza araba: l’immancabile cous cous di pesce, il brik ripieno, ma anche le saporitissime panelle e le busiate con il gambero rosso.
Il vino è stato una fresca sorpresa, un bianco della cantina Ferreri, un IGP “Catarratto” vitigno coltivato fin dal 1600 in queste terre.
Una rampa di legno, che aveva l’aria di essere fissa sul gradino, ha permesso una veloce e comoda entrata al locale.

Sicilia Occidentale cosa vedere – 3° giorno

L’ultima sera sono stato a Menfi dove ho cenato in un luogo d’incanto (come dice il nome di derivazione araba) alla Maharia.
Si trova all’interno del Palazzo Planeta, un palazzo della seconda metà del Settecento, dove nel cortile interno ho scoperto una buganvillea ultracentenaria (sembra abbia più di 200 anni e che sia la più vecchia d’Europa) che, partendo da un lato del cortile interno, arrampica fino alla parte superiore del palazzo, proteggendo con i suoi rami, le foglie e i bellissimi fiori, tutta la corte interna.
In questo Palazzo, sede dell’Enoteca che fa parte del circuito Strade del vino “Terre Sicane”, potete fare degustazioni guidate di oltre 200 etichette, alla scoperta dei vini di tutta l’isola.
Ci siamo accomodati nel giardino interno e abbiamo fatto una degustazione delle specialità gastronomiche locali come i fritti e le carni alla griglia, dove non manca mai la salsiccia di maialino nero dei Nebrodi rigorosamente tagliata al coltello, senza dimenticare una selezione di formaggi e affettati locali.
Il vino che ha accompagnato il nostro pasto è stato il Ti Vitti della azienda agricola Barbera. Un Inzolia doc di Menfi, che deve il suo nome ad un famoso gioco di carte che tutti i bambini siciliani conoscono e hanno praticato da piccoli, e non solo.

Accessibilità e vacanze: Riprendere a volare dopo due anni

Era il primo viaggio in aereo, dopo oltre due anni di isolamenti vari.
Pensavo che le procedure di registrazione e di imbarco fossero diventate più complicate invece, con mia sorpresa, tutto è risultato semplice e l’unica indicazione ancora in vigore è l’obbligo della mascherina durante il volo in aereo.
L’aeroporto di Bologna è oramai un aeroporto internazionale e super efficiente, mentre all’aeroporto di Birgi, nonostante sia piccolo, ho trovato servizi puntuali e la disponibilità di tutto il personale.
Vi segnalo che a Birgi i negozi più interessanti si trovano dopo il controllo di sicurezza, al piano superiore, ma se avete bisogno di assistenza dovrete rimanere al piano terra :-(.
Potete sempre chiedere, come ho fatto io, la possibilità di passare al primo piano con l’ascensore per fare qualche acquisto prima del rientro; sono sicuro che se non c’è troppa confusione, non sarà un problema!
In generale ho trovato buona accessibilità dappertutto nei locali che ho visitato.
Dove dormire in Sicilia

Purtroppo non sappiamo quante sono le strutture che possono offrire vacanze accessibili in Sicilia, vi segnaliamo l’unica struttura di cui siamo certi, Casa Damma, potete trovare tutte le informazioni a questo link

Vi consiglio un libro

Un grazie speciale al mio anfitrione Alessandro La Grassa che mi ha guidato alla scoperta di queste eccellenze dell’isola siciliana. Non solo mi ha scortato e fatto da guida in questi 3 giorni alla scoperta della Sicilia Occidentale, ma mi ha anche donato un libro che racconta la storia del terremoto del Belìce e di una stagione di lotte, riflessioni politiche di disobbedienza civile.

I ministri dal cielo, i contadini del Belìce si raccontano, di Lorenzo Barbera con testi di Goffredo Fofi e Alessandro La Grassa.

Copertina libro I Ministri dal Cielo nella foto il terremoto del Belice con asini che passano per strada tra le case distrutte - sicilia-occidentale-cosa-vedere
I Ministri dal Cielo – I contadini del Belìce si raccontano di Lorenzo Barbera con testi di Goffredo Fofi e Alessandro La Grassa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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